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Pompa di calore per acqua calda sanitaria in inverno: funziona davvero?

Le pompe di calore per acqua calda sanitaria funzionano efficacemente anche in inverno, mantenendo un COP superiore a 2,5 anche a -7°C. Nel 2026 puoi accedere al Conto Termico 3.0 con rimborso fino al 65% o alle detrazioni fiscali del 36% per l'abitazione principale.


Le pompe di calore per acqua calda sanitaria mantengono la loro efficienza anche in inverno, continuando a produrre acqua calda sfruttando il principio termodinamico. Secondo i dati ENEA, anche con un coefficiente di prestazione ridotto rispetto alle temperature miti, questi sistemi rimangono più efficienti degli scaldacqua elettrici tradizionali.

Le pompe di calore per acqua calda sanitaria moderne sono progettate per funzionare fino a temperature molto basse, con una resistenza elettrica integrativa che interviene solo nelle condizioni più estreme. Nel 2026, l'installazione di questi sistemi può beneficiare di incentivi significativi: il Conto Termico 3.0 del GSE copre fino al 65% della spesa, mentre le detrazioni fiscali dell'Agenzia delle Entrate raggiungono il 36% nel 2026.

Il funzionamento con temperature sotto zero

La pompa di calore per ACS estrae energia termica dall'aria esterna attraverso un ciclo termodinamico che rimane attivo anche con temperature negative. Il refrigerante evapora a temperature molto inferiori a quelle ambientali, assorbendo calore dall'aria e trasferendolo all'acqua dell'accumulo sanitario attraverso il condensatore.

Come spiega l'ENEA, il principio alla base è che la macchina trasferisce più energia termica di quanta elettricità consumi per funzionare. Il coefficiente di prestazione (COP) rappresenta questo rapporto: se ipotizziamo un COP pari a 3, per ogni kWh di elettricità consumato la pompa di calore produce 3 kWh di energia termica. Questo vantaggio permane anche quando le temperature esterne scendono, sebbene con efficienza progressivamente ridotta.

Quando la temperatura dell'aria diminuisce, l'ENEA evidenzia che intorno a 0°C diventa necessario un sistema di sbrinamento. Questo processo comporta un consumo aggiuntivo di energia ma è indispensabile per mantenere l'efficienza dell'evaporatore esterno, dove potrebbe formarsi ghiaccio che ostacolerebbe il trasferimento di calore.

L'evoluzione del COP con il freddo

Il coefficiente di prestazione varia in base alla temperatura esterna. Secondo un'analisi pubblicata su Abbassa le Bollette, anche in una giornata con temperature esterne a -7°C, una pompa di calore aria-acqua di qualità riesce ancora a fornire 2,5 kWh di calore per ogni kWh elettrico consumato. Questo significa che il COP si attesta intorno a 2,5, un valore che rappresenta comunque un'efficienza doppia rispetto a una resistenza elettrica tradizionale.

La riduzione del COP con il freddo è progressiva. Le schede tecniche dei produttori riportano generalmente i valori di prestazione a diverse temperature di riferimento, permettendo di valutare il comportamento della macchina nelle condizioni climatiche specifiche della propria zona. I modelli con gas refrigerante R290 (propano naturale) mantengono prestazioni stabili anche a temperature molto rigide, mentre quelli con refrigeranti sintetici hanno limiti operativi variabili.

La resistenza elettrica integrativa

Le pompe di calore per acqua calda sanitaria integrano una resistenza elettrica che si attiva automaticamente in due circostanze specifiche. La prima è quando la temperatura esterna scende sotto una soglia prestabilita, variabile tra -5°C e -10°C a seconda del modello e delle impostazioni. La seconda è quando serve un rapido aumento della temperatura dell'acqua per consumi imprevisti o quando l'accumulo deve raggiungere temperature superiori ai 55-60°C.

L'intervento della resistenza non significa che il sistema smetta di funzionare in modalità pompa di calore, ma che riceve un supporto per mantenere le prestazioni. Nelle regioni del Centro-Sud Italia, dove le temperature invernali raramente scendono sotto lo zero per periodi prolungati, l'utilizzo della resistenza è sporadico e incide minimamente sui consumi totali.

Al Nord Italia, dove gli inverni possono essere più rigidi, la resistenza può attivarsi con maggiore frequenza durante i picchi di freddo. Anche in questi casi, il bilancio energetico annuale rimane favorevole rispetto agli scaldacqua elettrici tradizionali, che utilizzano esclusivamente resistenze elettriche per tutto l'anno.

Gli incentivi per il 2026

L'investimento in una pompa di calore per acqua calda sanitaria può beneficiare di due principali forme di agevolazione nel 2026. Il Conto Termico 3.0, gestito dal GSE e attivo dal 25 dicembre 2025, offre un contributo a fondo perduto fino al 65% della spesa sostenuta per la sostituzione di scaldacqua tradizionali. La dotazione complessiva del meccanismo è di 900 milioni di euro annui, con erogazione del rimborso in tempi rapidi per importi inferiori a 15.000 euro.

In alternativa, è possibile accedere alle detrazioni fiscali attraverso l'Ecobonus o il Bonus Casa. Come specificato dalla circolare 8/E dell'Agenzia delle Entrate, per le spese sostenute nel 2026 è riconosciuta una detrazione del 36% per l'abitazione principale e del 30% per le seconde case. Il limite di spesa ammesso è di 30.000 euro per la sostituzione di scaldacqua con pompa di calore dedicata alla produzione di ACS, con detrazione ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

La scelta tra Conto Termico e detrazione fiscale dipende dalla situazione specifica. Il Conto Termico offre un rimborso diretto e immediato, riducendo l'esborso iniziale. Le detrazioni fiscali distribuiscono il beneficio negli anni successivi attraverso la riduzione delle imposte dovute. Non è possibile cumulare le due agevolazioni per lo stesso intervento.

Requisiti per accedere agli incentivi

Per beneficiare del Conto Termico è necessario che l'intervento configuri la sostituzione di un impianto esistente, non una nuova installazione. La domanda va presentata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori attraverso il portale GSE. La documentazione richiede la certificazione di conformità dell'impianto, le schede tecniche dei componenti e la dimostrazione dell'avvenuta sostituzione del sistema precedente.

Per le detrazioni fiscali, l'Agenzia delle Entrate richiede il pagamento tramite bonifico parlante che riporti gli estremi della norma agevolativa, il codice fiscale del beneficiario e i dati del fornitore. È necessario trasmettere i dati dell'intervento all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori e conservare tutta la documentazione tecnica e amministrativa per eventuali controlli.

Come ottimizzare le prestazioni nei mesi freddi

Il posizionamento dell'unità esterna influenza direttamente l'efficienza durante l'inverno. Un'installazione sul lato sud o sud-ovest dell'edificio permette di sfruttare l'irraggiamento solare che mantiene temperature leggermente superiori durante le ore centrali della giornata. Evitare zone d'ombra permanente o angoli chiusi dove l'aria fredda ristagna può migliorare sensibilmente le prestazioni.

La temperatura dell'accumulo sanitario dovrebbe essere impostata tra 50°C e 55°C. Temperature superiori richiedono più energia senza apportare benefici pratici per l'uso domestico. La funzione di antilegionella, che periodicamente porta l'acqua a 60°C per ragioni igieniche, può essere programmata nelle ore notturne se si dispone di una tariffa bioraria, approfittando dei costi elettrici ridotti.

La manutenzione pre-stagione fredda include la pulizia dei filtri dell'aria e la verifica del corretto funzionamento dello sbrinamento automatico. Filtri intasati riducono il flusso d'aria e forzano cicli di sbrinamento più frequenti, con conseguente aumento dei consumi. Una manutenzione regolare mantiene l'efficienza della macchina e previene guasti durante i mesi più critici.

Programmare l'accensione della pompa di calore nelle ore più calde della giornata, quando possibile, permette di sfruttare il COP più elevato. L'accumulo ben isolato mantiene poi la temperatura dell'acqua per diverse ore. Questo accorgimento è particolarmente vantaggioso se abbinato a un impianto fotovoltaico, che produce il picco di energia proprio nelle ore centrali quando le temperature esterne sono più favorevoli.

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