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Incentivi pompe di calore 2026: guida aggiornata a Conto Termico 3.0, Ecobonus e altri bonus
Installare una pompa di calore nel 2026 in Italia conviene più che mai: grazie alle nuove regole del Conto Termico 3.0, alle detrazioni fiscali e ad altri strumenti incentivanti, puoi recuperare una parte significativa della spesa per l’acquisto e l’installazione. In questa guida aggiornata al 30 dicembre 2025, spieghiamo come funziona ogni incentivo, a chi si rivolge, quali requisiti sono richiesti e come ottenere il rimborso o la detrazione.
- Incentivi disponibili per pompe di calore 2026
- Conto Termico 3.0 per pompe di calore 2026
- Ecobonus pompe di calore 2026
- Bonus Ristrutturazioni per pompe di calore 2026
- Quale incentivo scegliere per la tua pompa di calore?
- Prospettive 2027 e cosa cambia
Quali sono gli incentivi per pompe di calore nel 2026?
Nel 2026 l'installazione di una pompa di calore per acqua calda sanitaria in Italia può beneficiare di tre strumenti di incentivazione: il nuovo Conto Termico 3.0 (attivo dal 25 dicembre 2025), l'Ecobonus e il Bonus Ristrutturazioni. Le percentuali di rimborso o detrazione variano dal 36% al 65% a seconda dello strumento scelto e della tipologia di immobile.
La scelta dell'incentivo più conveniente dipende dalla situazione specifica: il Conto Termico offre un contributo diretto del GSE in tempi rapidi, mentre le detrazioni fiscali si recuperano in 10 anni nella dichiarazione dei redditi. Per il 2026 sono confermate le aliquote del 2025, ma dal 2027 è prevista una riduzione delle percentuali.
Incentivi disponibili per pompe di calore 2026
Per l'installazione di pompe di calore per acqua calda sanitaria nel 2026 sono disponibili tre opzioni principali. Il Conto Termico 3.0, entrato in vigore il 25 dicembre 2025, eroga un contributo a fondo perduto fino al 65% delle spese tramite bonifico bancario. L'Ecobonus garantisce una detrazione fiscale del 50% per l'abitazione principale e del 36% per altre abitazioni, con un massimale di 30.000 euro. Il Bonus Ristrutturazioni prevede il 50% per la prima casa e il 36% per le seconde case, con un limite di 96.000 euro per unità immobiliare.
La normativa 2026 mantiene le stesse aliquote del 2025, posticipando al 2027 la riduzione prevista. Dal 2027 le percentuali scenderanno al 36% per l'abitazione principale e al 30% per le altre abitazioni, rendendo il 2026 un anno strategico per chi pianifica l'installazione.
Conto Termico 3.0 per pompe di calore 2026
Il Conto Termico 3.0, disciplinato dal decreto ministeriale del 7 agosto 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025, rappresenta il principale incentivo per la sostituzione di impianti termici obsoleti. Il meccanismo è gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e prevede un contributo diretto sul conto corrente del beneficiario.
Come funziona il Conto Termico 3.0
L'incentivo copre fino al 65% delle spese ammissibili per la sostituzione di scaldacqua elettrici o a gas con scaldacqua a pompa di calore. Il contributo viene erogato tramite bonifico bancario in un'unica soluzione se l'importo non supera i 15.000 euro, altrimenti in rate annuali da 2 a 5 anni. La domanda si presenta sul portale GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori, con documentazione tecnica che certifica la conformità dell'impianto.
Una novità del Conto Termico 3.0 riguarda l'incentivazione di sistemi ibridi e pompe di calore add-on, installate in aggiunta a un impianto esistente. Per gli edifici non residenziali del settore terziario, se abbinata alla sostituzione dell'impianto termico con pompa di calore, è possibile incentivare anche l'installazione di fotovoltaico con accumulo.
Requisiti tecnici e beneficiari
Gli scaldacqua a pompa di calore devono presentare un coefficiente di prestazione (COP) minimo di 2,6 misurato secondo la norma EN 16147. Possono accedere al Conto Termico 3.0 le pubbliche amministrazioni, gli enti del terzo settore (equiparati alle PA), i soggetti privati (persone fisiche e imprese) e le comunità energetiche rinnovabili per edifici del settore terziario.
L'intervento deve riguardare un edificio esistente dotato di impianto di climatizzazione invernale. I generatori inclusi nel Catalogo degli apparecchi domestici del GSE beneficiano di una procedura semplificata, con requisiti tecnici già verificati preventivamente.
Percentuali di rimborso e tempi di erogazione
La percentuale di rimborso può arrivare fino al 65% delle spese sostenute, calcolata su parametri standardizzati definiti dal GSE. Per importi fino a 15.000 euro il pagamento avviene entro 60 giorni dall'approvazione della domanda, rendendo il Conto Termico particolarmente conveniente per interventi di piccole dimensioni su abitazioni unifamiliari.
Il contributo del Conto Termico non è cumulabile con altre agevolazioni statali sulle stesse spese come Ecobonus o Bonus Ristrutturazioni, ma può coesistere con incentivi regionali, fondi di garanzia e finanziamenti europei.
Ecobonus pompe di calore 2026
L'Ecobonus per il 2026 mantiene la struttura a doppia aliquota introdotta nel 2025, con percentuali differenziate tra abitazione principale e altre abitazioni. Questo incentivo si rivolge a chi sostituisce un impianto di climatizzazione invernale esistente con una pompa di calore ad alta efficienza.
Percentuali e massimali di spesa
Per l'abitazione principale la detrazione fiscale è del 50% delle spese sostenute, mentre per le seconde case e gli altri immobili scende al 36%. Il massimale di detrazione specifico per le pompe di calore è di 30.000 euro, quindi la spesa massima ammissibile è di 60.000 euro. Esiste anche un limite massimo specifico di spesa pari a 1.760 euro per kW di potenza installata, che non comprende IVA e manodopera.
La detrazione si recupera nella dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di pari importo. Per beneficiare dell'Ecobonus è necessario che l'edificio sia già dotato di un impianto di riscaldamento fisso e funzionante. Le spese devono essere pagate tramite bonifico parlante con causale specifica per detrazioni fiscali, indicando gli estremi della normativa di riferimento.
Differenza tra prima e seconda casa
Per abitazione principale si intende l'immobile in cui si ha la residenza anagrafica e si dimora abitualmente. Non è necessario che sia la prima casa acquistata, conta il requisito della residenza e dimora abituale. Per ottenere l'aliquota maggiorata del 50%, l'immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui si fruisce per la prima volta della detrazione.
Secondo quanto stabilito dall'Agenzia delle Entrate, le seconde case o immobili dati in locazione beneficiano della detrazione ridotta al 36%. Dal 2027 le percentuali scenderanno ulteriormente: 36% per l'abitazione principale e 30% per le altre abitazioni, rendendo il 2026 l'ultimo anno con le aliquote più vantaggiose.
Requisiti tecnici pompe di calore
Le pompe di calore devono rispondere a requisiti di alta efficienza, ormai soddisfatti dalla maggior parte dei prodotti sul mercato. Per gli scaldacqua a pompa di calore è richiesto un COP minimo di 2,6. L'intervento deve configurarsi come sostituzione di un impianto esistente e non come nuova installazione o integrazione.
È necessaria l'installazione di valvole termostatiche modulanti su tutti i corpi scaldanti, salvo specifiche eccezioni tecniche, e nei condomini con impianti centralizzati vanno installati sistemi di contabilizzazione individuale del calore. L'Ecobonus richiede l'asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi il miglioramento della prestazione energetica dell'edificio.
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Bonus Ristrutturazioni per pompe di calore 2026
Il Bonus Ristrutturazioni rappresenta un'alternativa all'Ecobonus quando l'installazione della pompa di calore rientra in un intervento più ampio di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione edilizia. La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato le aliquote del 2025, mantenendo il 50% per l'abitazione principale e il 36% per le seconde case.
Quando conviene scegliere il Bonus Ristrutturazioni
Il Bonus Ristrutturazioni può risultare vantaggioso quando la sostituzione della pompa di calore fa parte di lavori di ristrutturazione più ampi, permettendo di detrarre tutte le spese in un'unica soluzione. A differenza dell'Ecobonus, il Bonus Ristrutturazioni non richiede obbligatoriamente la sostituzione di un impianto esistente, quindi può essere utilizzato anche per nuove installazioni nell'ambito di una ristrutturazione.
Il massimale di spesa è più elevato rispetto all'Ecobonus: 96.000 euro per unità immobiliare anziché 30.000 euro. Questo lo rende più adatto per interventi complessivi che coinvolgono anche altri elementi dell'abitazione oltre alla pompa di calore.
Aliquote e limiti di spesa
Per il 2026 le aliquote sono del 50% per la prima casa e del 36% per le seconde case, identiche a quelle dell'Ecobonus. La detrazione si ripartisce in 10 rate annuali di pari importo e si recupera nella dichiarazione dei redditi IRPEF. Possono beneficiare dell'incentivo proprietari, nudi proprietari, titolari di diritti reali, locatari, comodatari e familiari conviventi.
Nel 2027 è prevista una riduzione delle aliquote al 36% per l'abitazione principale e al 30% per le altre abitazioni, quindi anche per il Bonus Ristrutturazioni il 2026 rappresenta l'ultimo anno con le percentuali più favorevoli. Il Bonus Mobili collegato, confermato per il 2026 al 50% su un tetto di 5.000 euro, permette di detrarre anche l'acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza.
Quale incentivo scegliere per la tua pompa di calore?
La scelta dell'incentivo più conveniente dipende da diversi fattori. Il Conto Termico 3.0 offre il rimborso più elevato (fino al 65%) ed è particolarmente vantaggioso per la rapidità di erogazione: entro 60 giorni per importi sotto i 15.000 euro. Non richiede capienza fiscale e il contributo arriva direttamente sul conto corrente.
L'Ecobonus e il Bonus Ristrutturazioni richiedono invece capienza IRPEF sufficiente per recuperare la detrazione in 10 anni. Sono più indicati per chi ha redditi elevati e può sfruttare pienamente lo sgravio fiscale. L'Ecobonus ha un massimale specifico di 30.000 euro per le pompe di calore, mentre il Bonus Ristrutturazioni arriva a 96.000 euro ma è pensato per interventi più complessi.
Un esempio pratico: per uno scaldacqua a pompa di calore da 8.000 euro in un'abitazione principale, il Conto Termico può rimborsare fino a 5.200 euro (65%) in tempi rapidi. Con l'Ecobonus si recuperano 4.000 euro (50%) in 10 anni, quindi 400 euro all'anno. Con il Bonus Ristrutturazioni il recupero è identico all'Ecobonus (4.000 euro in 10 anni) ma può essere cumulato con altre spese di ristrutturazione.
Prospettive 2027 e cosa cambia
Dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore la riduzione delle aliquote prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Sia l'Ecobonus che il Bonus Ristrutturazioni scenderanno al 36% per l'abitazione principale e al 30% per le seconde case. Il Conto Termico 3.0, essendo un meccanismo a stanziamento e non una detrazione fiscale, non subirà modifiche nelle percentuali, mantenendo il rimborso fino al 65%.
Secondo il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima, il governo italiano sta puntando sulla progressiva eliminazione dei combustibili fossili negli edifici. Dal 2025 è già in vigore lo stop agli incentivi per caldaie a condensazione alimentate solo a gas, mentre restano incentivabili i sistemi ibridi che abbinano pompa di calore e caldaia a condensazione.
Il 2026 rappresenta quindi un anno strategico per chi pianifica l'installazione di una pompa di calore, con la possibilità di beneficiare delle aliquote più vantaggiose prima della riduzione prevista per il 2027. La scelta tra Conto Termico e detrazioni fiscali va valutata attentamente considerando la propria situazione fiscale, i tempi di recupero desiderati e l'entità complessiva dei lavori.
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