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Rumore della VMC: quanti decibel, cosa dice la normativa e come ridurlo
Il rumore di un impianto VMC non dipende da un solo numero in decibel. Nasce da tre sorgenti distinte: l'unità con i suoi ventilatori, l'aria che si muove nei canali e nelle bocchette, e ciò che entra dall'esterno attraverso le prese d'aria. Un progetto che tiene conto di tutte e tre le sorgenti permette una VMC compatibile con il riposo notturno anche in camera da letto.
Perché i decibel da soli non bastano a descrivere il rumore di una VMC
Il decibel è una scala logaritmica: un aumento di pochi dB corrisponde a un incremento di energia sonora maggiore di quanto suggerisca il numero. Confrontare due impianti solo sul dato dichiarato dal produttore porta spesso a valutazioni sbagliate: il rumore percepito dipende anche dalla distanza dalla sorgente, dal tipo di locale e dal punto dell'impianto in cui viene generato.
Le tre sorgenti di rumore di un impianto VMC
Il rumore dell'unità (ventilatori)
È la sorgente più evidente: il motore e la girante del ventilatore generano un rumore proprio, che varia con il numero di giri e con la portata d'aria richiesta. Le unità residenziali riportano un dato di livello sonoro in scheda tecnica: ReVent Wall, recuperatore a parete, e ReVent SPT, recuperatore puntuale, dichiarano entrambi 36 dB(A). Per gli impianti centralizzati, dove il ventilatore lavora contro pressioni statiche più alte, l'isolamento della cassa diventa determinante: le unità di estrazione insonorizzate della serie FBS integrano un isolamento acustico interno in lana di vetro da 50 mm.
Il rumore rigenerato nei canali e nelle bocchette
Anche un ventilatore silenzioso può generare un impianto rumoroso se l'aria viene forzata a velocità troppo alta dentro canali sottodimensionati o attraverso bocchette strette. Questo fenomeno si chiama rumore rigenerato: nasce dalla turbolenza dell'aria contro le pareti del canale e contro le griglie di diffusione, non dal motore. È il problema che emerge mesi dopo l'installazione, quando l'impianto sembra più rumoroso di quanto dichiarato in scheda tecnica: quasi sempre la causa è la velocità dell'aria, non l'unità in sé.
Il rumore trasmesso dall'esterno attraverso le prese d'aria
Le prese d'aria esterne, necessarie per l'aria di rinnovo, sono anche un punto di ingresso per il rumore ambientale: traffico, impianti tecnici vicini, attività esterne. Su edifici affacciati su strade trafficate, la posizione della presa diventa parte del progetto tanto quanto la scelta dell'unità.
Cosa dice la normativa acustica italiana sugli impianti di ventilazione
DPCM 5 dicembre 1997: impianti a funzionamento continuo
Il DPCM 5 dicembre 1997, in vigore dal 20 febbraio 1998, è il decreto di riferimento in Italia per i requisiti acustici passivi degli edifici. Distingue i servizi a funzionamento continuo, con livello sonoro essenzialmente costante nel tempo, in cui rientrano riscaldamento, ventilazione e condizionamento, dai servizi a funzionamento discontinuo, come ascensori e scarichi idraulici. Una VMC va quindi valutata con criteri diversi da un impianto a intermittenza, perché il rumore costante impatta il comfort notturno in modo diverso.
UNI 11367: la classificazione acustica dell'unità immobiliare
La UNI 11367 definisce i criteri di misura e valutazione delle prestazioni acustiche di un edificio e stabilisce una classificazione in quattro classi, dalla I (la migliore) alla IV (la più modesta); le prestazioni inferiori vengono indicate come non classificabili. La classificazione si basa su misurazioni effettuate in opera, a lavori conclusi: il comportamento acustico reale di una VMC, compreso il contributo di canali e bocchette, incide sulla classe finale dell'unità immobiliare.
UNI EN ISO 16032: come si misura il rumore di un impianto tecnico
La UNI EN ISO 16032 definisce il metodo per misurare il livello di pressione sonora prodotto dagli impianti tecnici in edificio, tra cui la ventilazione meccanica. Prevede cicli di misura diversi a seconda che l'impianto sia a funzionamento continuo o intermittente, per rendere confrontabili misurazioni fatte su impianti con logiche diverse. È la norma a cui fa riferimento un tecnico competente in acustica per verificare, con strumenti, il rumore realmente prodotto da una VMC installata.
Accorgimenti di progetto e installazione per ridurre il rumore
La maggior parte dei problemi di rumore in una VMC nasce da scelte di progetto e installazione, più che dalla qualità dell'unità. Gli accorgimenti principali:
- Velocità dell'aria nei canali: mantenere la velocità contenuta nei tratti principali e ancora più bassa vicino alle bocchette riduce il rumore rigenerato, la causa più comune di lamentele su impianti già installati.
- Silenziatori in linea: inseriti sui canali vicino all'unità o alle bocchette più critiche, attenuano il rumore che si propaga lungo la canalizzazione.
- Giunti antivibranti: disaccoppiano meccanicamente l'unità dalla struttura dell'edificio, evitando che le vibrazioni del ventilatore diventino rumore strutturale nelle pareti o nei solai.
- Posizionamento dell'unità: collocarla lontano dalle camere da letto, o comunque non a diretto contatto con pareti confinanti con ambienti di riposo, riduce il rumore percepito senza modificare l'impianto.
- Attenuazione tra locali (crosstalk): i canali collegano più stanze tra loro e possono trasmettere rumore da un ambiente all'altro; trattamenti fonoassorbenti nei tratti che attraversano più locali limitano l'effetto.
Per gli impianti centralizzati di maggiori dimensioni, la scelta di cassonetti insonorizzati con isolamento acustico interno, come le serie FBS, FBX-D e FBX-T di SIC Sistemi, riduce il rumore alla sorgente prima ancora di intervenire sui canali.
La VMC che hai già installata è rumorosa: cosa controllare
Se un impianto già in funzione è diventato più rumoroso, la prima verifica riguarda lo stato dei filtri e la manutenzione della VMC: filtri sporchi o intasati aumentano la perdita di carico e costringono il ventilatore a lavorare a un regime più alto, con un rumore percepito superiore a quello originario. Se dopo la pulizia il rumore resta, vale la pena controllare le bocchette più vicine alle camere da letto: spesso basta regolare la portata locale o sostituire una griglia con sezione più ampia. Se il rumore proviene dall'unità, la soluzione più efficace è verificare i giunti antivibranti prima di considerare la sostituzione.
Chi deve scegliere tra tipologie diverse può confrontare VMC a singolo e doppio flusso o approfondire la VMC puntuale, mentre chi valuta una nuova installazione trova indicazioni su quanto costa installare una VMC e sullo scambiatore di calore nei sistemi VMC.
Domande frequenti
Quanti decibel fa una VMC in camera da letto?
Dipende dall'unità scelta e dal dimensionamento dei canali: ReVent Wall e ReVent SPT dichiarano 36 dB(A) come dato dell'unità, ma il rumore percepito in camera dipende anche dalla velocità dell'aria alla bocchetta e dalla distanza dall'unità.
La VMC disturba il sonno?
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un livello inferiore a 30 dB(A) in camera da letto durante la notte per un sonno di buona qualità. Un impianto VMC progettato correttamente, con velocità dell'aria contenuta nei canali e bocchette dimensionate per il locale, può restare al di sotto di questa soglia; un impianto con canali sottodimensionati o bocchette troppo vicine al letto no.
Posso insonorizzare una VMC già installata?
Sì, spesso con interventi mirati: pulizia dei filtri, silenziatori in linea, giunti antivibranti sull'unità e, dove serve, bocchette a sezione più ampia. Prima di sostituire l'unità conviene verificare queste variabili, spesso la causa reale del rumore.